La tecnologia salverà la scuola?

Scuola e Finanziamenti

In questi giorni si parla molto del “FSER Avviso 20480” riguardante il “Cablaggio strutturato e sicuro all’interno degli edifici scolastici”. L’intervento rientra anche all’interno del PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Qualche giorno fa sono stati comunicati tutti i progetti ammessi al finanziamento, ovvero le istituzioni scolastiche statali e i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), appartenenti alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.

Quali interventi prevede l’avviso pubblico?

Riguarda sostanzialmente il potenziamento delle reti locali cablate e wireless degli edifici scolastici, utilizzate dalle scuole sia a fini didattici che amministrativi, comprensivi di fornitura e installazione di materiali e strumenti per la realizzazione di cablaggi strutturati e relativi apparati (switch, prodotti per l’accesso wireless, dispositivi per la sicurezza delle reti e servizi, compresi i dispositivi di autenticazione degli utenti, gruppi di continuità etc.)

Il finanziamento va inteso come complementare al Piano Scuola per la banda ultra larga del Ministero dello sviluppo economico, che ha come obiettivo quello di dare la possibilità a tutte le istituzioni scolastiche statali di poter fruire di adeguati livelli di connettività ai fini didattici e amministrativi.

Gli effetti della pandemia sulla scuola

La pandemia ha sicuramente accelerato concretamente questo processo di digitalizzazione, già previsto dal Piano Nazionale di Scuola Digitale (PNSD) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

Quello che ci chiediamo è se la stessa accelerazione che è stata data alla parte di infrastruttura tecnologica non debba riguardare rapidamente anche la formazione del personale docente.

Personale docente e tecnologia: la situazione attuale

Come riporta lo stesso documento della Scuola Digitale “I dati dell’indagine OCSE TALIS 2013 vedono l’Italia al primo posto per necessità di formazione ICT dei propri docenti: almeno il 36% ha infatti dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale, a fronte di una media del 17%. L’Italia è inoltre il primo Paese dell’OCSE, con distanza rispetto agli altri, per percentuale di docenti oltre i 50 anni - il 62%, rispetto a una media OCSE del 35% nella scuola secondaria (Fonte: OECD Education at a glance, 2014). Dato che cambierà in meglio con le assunzioni previste da La Buona Scuola, ma sempre particolarmente elevato”.

L’Italia sta provando ad attuare un modello di “Buona Scuola” che coinvolga direttamente tutti gli aspetti tecnologici della didattica: l’infrastruttura, la sicurezza, la progettazione didattica, la formazione del personale amministrativo e dei docenti, questo è innegabile.

Ma è allo stesso tempo evidente che la formazione del personale docente non è ancora sufficiente. 

Insegnare attraverso la tecnologia: cosa cambia?

Accompagnare la scuola nella sfida all’innovazione significa non solo fornire degli strumenti tecnologici adeguati, ma soprattutto istruire le persone in prima linea nell’insegnamento ad abbracciare il cambiamento di paradigma.

Quello che cambia non è cosa insegno, ma come lo insegno. La tecnologia è un mezzo abilitante, non un fine.

Paragonando questo meccanismo alla nostra attività, è come se vendessimo un software dedicato alla fatturazione in cloud e un gestionale non solo senza proporre una demo ma senza spiegare come ottimizzare un processo in modo strategico a seconda dell'azienda a cui ci riferiamo. Ovviamente ci saranno differenze sostanziali se il nostro cliente vorrà un gestionale per il settore immobiliare, un gestionale per una piccola impresa, un gestionale per il magazzino o un gestionale per il condominio, per fare solo alcuni esempi. E va da sé che anche nel caso delle scuole, il processo operativo strategico sarà differente a seconda che si parli di istituti scolastici privati paritari, scuole di danza, scuole di inglese, asili nido o altre realtà.

Il problema centrale è che non basta dotare gli insegnanti dello strumento tecnologico, spiegare loro come funziona e pensare che siano in grado di innovare il metodo di insegnamento. Il punto è che dobbiamo rivedere completamente il modo di insegnare. Non siamo più nell’era delle lezioni frontali, a cui siamo stati abituati per secoli, dove tutto si imparava leggendo e ascoltando. Oggi la tecnologia sta abituando i nostri ragazzi a imparare vedendo e facendo (basti osservare come approcciano alla tecnologia, in modo del tutto esperienziale, senza ricorrere mai al libretto di istruzioni).

In questo senso il formatore del futuro, un futuro che è ormai già presente, deve poter sfruttare la propensione dei ragazzi a studiare e imparare guardando e facendo, inserendola in una metodologia educativa strutturata. Pensiamo per esempio alle simulazioni, i cui parametri, opportunamente modificati, permettono di osservare i vari risultati di un processo, comprenderlo e analizzarne le diverse conseguenze pratiche. 

Siamo davanti a un processo conoscitivo al contrario rispetto a quanto siamo abituati da secoli. Va detto che in molte realtà la tecnologia è parte integrante della metodologia educativa, ma tutto è lasciato alle iniziative dei singoli.

Manca una regia. Ci auguriamo che nel medio termine questo limite sia superato. La connettività del sistema scolastico è importante, fondamentale. Ma non dimentichiamo che i bambini e i ragazzi iper-connessi devono essere dotati degli strumenti critici per utilizzare la tecnologia con un senso nel proprio percorso di crescita personale.

Altrimenti il nostro sistema scolastico avrà perso.

Per approfondimenti:

Ministero dell'Istruzione

Orizzonte Scuola

 

 

 

 

3 - Scuola digitale: guida alla digitalizzazione

16 - Scuola e Privacy

20 - Didattica a Distanza - cosa ci ha lasciato l'anno scolastico appena terminato