competenze scuola del futuro

Scuola e skills del futuro: come guidare gli studenti

Le competenze del futuro per i nostri ragazzi

Le ricerche ci dicono che nel 2030 molti dei nostri ragazzi faranno un lavoro che non esiste ancora.

Il ritmo stesso e l'imprevedibilità del cambiamento sono talmente incalzanti che, come afferma Paul Cappon, ex presidente del Canadian Council on Learning,

"non siamo in grado di prevedere le competenze di cui le persone avranno bisogno tra 20 anni".

La tecnologia sta rivoluzionando il mercato, in primis l’intelligenza artificiale, portandolo in una direzione che ancora non è facile prevedere.

Non è semplice per un coordinatore didattico o un insegnante andare identificare le competenze del futuro e pianificare un percorso di preparazione scolastico che permetta un domani ai nostri ragazzi di rispondere in modo efficace alle esigenze del mondo lavorativo, che li vedrà Ingegneri dell’Intelligenza Artificiale, o Cyber Security Analyst, o Manager della Transizione Digitale, Manager della sostenibilità o in qualunque altro “mestiere” che oggi ancora non ha un nome.

In questo articolo proviamo a esplorare alcune delle competenze del futuro che emergono da numerosi studi, come quelli realizzati dall’Università di Witwatersrand, l'Economist Intelligence Unit (EIU) e altri per offrire una “bussola” e spunti di riflessione a chi opera nel mondo della scuola per orientarsi in questa complessa situazione.

Flessibilità cognitiva

Termine utilizzato in psicologia e neuroscienze, descrive la capacità di adattarsi e cambiare il proprio modo di pensare in risposta a nuove informazioni, situazioni o compiti. Si tratta fondamentalmente della capacità di modificare il proprio approccio mentale, strategie di pensiero o atteggiamenti in modo flessibile. Più il mondo è in “movimento”, più cambiano le condizioni, i contesti e le relazioni, più la flessibilità cognitiva diventa un fattore chiave di successo per i nostri ragazzi. Ecco perché la scuola ha il compito di esercitare e sviluppare, fin dalla prima infanzia, questa competenza.

Ecco alcuni aspetti chiave della flessibilità cognitiva: 

  • Capacità di adattarsi alle nuove informazioni: uno studente con buona flessibilità cognitiva è in grado di integrare nuove informazioni e aggiornare le proprie conoscenze e convinzioni in base alle informazioni che apprende “sul campo”, modificando le proprie idee rapidamente e con basi logiche e ben radicate.
  • Cambio di strategie: Si riferisce alla capacità di cambiare le proprie strategie di problem-solving o approcci a una determinata attività quando è necessario. Questo può coinvolgere la capacità di abbandonare un approccio che non sta funzionando e provare un altro. Molto spesso i nostri ragazzi fanno fatica a cambiare strategia e punto di vista su un problema e tendono ad andare in frustrazione. Un ottimo esercizio all’interno del gruppo classe potrebbe essere quello di far lavorare i ragazzi in gruppi e far ruotare alcuni componenti di un gruppo all’interno di altri durante la sessione di lavoro per favorire l’acquisizione di molteplici punti di vista e ragionamenti alternativi a quelli del proprio gruppo su uno stesso problema.
  • Risoluzione di problemi complessi: La flessibilità cognitiva è particolarmente importante quando si tratta di affrontare problemi complessi. Chi ha questa capacità è in grado di esplorare diverse vie e approcci per trovare soluzioni.
  • Pensiero creativo: la flessibilità cognitiva è spesso associata al pensiero creativo. Le persone flessibili cognitivamente sono in grado di pensare "fuori dagli schemi" e considerare alternative non convenzionali.
  • Comprensione di prospettive diverse: questo aspetto coinvolge la capacità di comprendere e apprezzare prospettive diverse da quella propria. Chi è cognitivamente flessibile può comprendere e rispettare punti di vista diversi.

La capacità di adattarsi al cambiamento in definitiva passa attraverso la flessibilità cognitiva che oggi è altamente apprezzata dai datori di lavoro e dai recruiter.

Capacità di giudizio e competenze nell’elaborazione di un processo decisionale

Nonostante robot, intelligenza artificiale e tecnologie di automazione possano essere migliori degli esseri umani in termini di calcoli, reperimento di informazioni e risoluzione diagnostica, saranno comunque gli umani a occuparsi del lato soggettivo dell'analisi dei dati e della valutazione etica delle informazioni e delle fonti. Considerando che siamo sull'orlo della quarta rivoluzione industriale, è fondamentale che gli studenti si esercitino costantemente a non sostituire la propria intelligenza con l’”artificio” e la tecnologia.

La tecnologia deve e dovrà essere sempre un fattore abilitante all’utilizzo della razionalità e del pensiero umano.

La scuola in questo ha un ruolo fondamentale, perché fin dalla tenera età può mostrare i lati positivi e negativi della tecnologia, insegnare ai ragazzi a utilizzare in modo consapevole le informazioni collegate all’intelligenza artificiale, analizzare le fonti e confrontarle.

Intelligenza emotiva e sociale

Per tutto ciò che può essere sostituito dalle tecnologie digitali e dall'intelligenza artificiale, l'intelligenza emotiva e sociale rimangono capacità uniche degli esseri umani. In alcuni settori, queste qualità sono assolutamente cruciali, come dimostra l'aumento della domanda di lavoro nel settore sanitario, ad esempio. La scuola ha un grande compito, insieme alle famiglie: educare i bambini all’empatia, all’inclusione sociale e al rispetto dei valori umani.


Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.” Goleman

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