Soft Skills: creatività

Come sviluppare i soft skill: la creatività (puntata #1)

I soft skill: il vero boost per manager e imprenditori

Oggi all’interno delle aziende, anche di piccole e medie dimensioni, si parla molto dell’importanza dei soft skill, le cosiddette “competenze trasversali”, ormai elementi chiave nei percorsi di selezione e formazione di manager e collaboratori. Lo stesso Linkedin in una ricerca relativa al 2019, afferma che il 52% dei senior manager dichiara che i soft skill sono più importanti degli hard.

Ognuno di noi dovrebbe dunque tenere conto dell’impatto che i soft skill hanno sulla propria carriera e sulla necessità di svilupparli concretamente, giorno dopo giorno.

L’”esercizio” e la pratica quotidiana contano ancora di più per quelle piccole e medie imprese che non hanno grandi budget a disposizione da allocare in attività di formazione per sé e per i propri dipendenti ma che si trovano comunque a dover competere nello stesso mercato dei grandi big, alle stesse regole.

Ma cosa si intende quando si parla di soft skill?

Soft skill vs hard skill: cosa sono i soft skill

I soft skills sono le cosiddette competenze trasversali, relazionali, ovvero quelle capacità interpersonali, umane e comportamentali necessarie a ottimizzare le performance nell’ambiente di lavoro e a migliorare la produttività.

Gli hard skill, viceversa, sono le competenze tecniche acquisite e richiedono quindi un percorso di apprendimento di una determinata conoscenza e sono più direttamente influenzati dal quoziente intellettivo della persona.

SOFT SKILL

Quali sono i soft skill più richiesti

Le competenze trasversali sono una “scoperta” degli ultimi anni? Sembrerebbe di no.

Già nel 1952, Michael Roach, professore statunitense scriveva: “Ho fatto colloqui e assunto centinaia di persone, la maggior parte delle quali ebbe un discreto successo. Ovviamente, cercavo sempre le solite qualità: integrità, lealtà, spirito di corpo, considerazione per gli altri, intelligenza e onestà. A dire il vero, non mi preoccupavo tanto delle effettive capacità: la mia esperienza m'insegna che la mente umana è così potente che in un tempo relativamente breve è possibile insegnare a chiunque a svolgere qualsiasi tipo di lavoro esistente al mondo, mentre servono anni per sradicare alcune pessime abitudini e caratteristiche personali, come mentire o mancare di rispetto agli altri, che guastano un lavoratore molto più della mancanza di capacità tecniche”.

Se ai nostri occhi la possibilità di insegnare a chiunque un qualunque lavoro è decisamente ottimista, è però evidente che l’importanza dei soft skill sia qualcosa che arriva davvero da lontano. Ha a che fare prima di tutto con l’etica, con le nostre qualità interiori di individui, con ciò che siamo, ma c’è di più.

Ma nell’era del mondo globale sempre più digitalizzato e dell’intelligenza artificiale le competenze trasversali necessarie a competere nel mondo del lavoro si sono fortemente evolute. Le macchine infatti potranno imparare nel prossimo futuro qualunque competenza tecnica ma non potranno (probabilmente) mai competere con noi umani in quanto a creatività, leadership o comunicazione.

Secondo una recente ricerca di Linkedin i soft skill più richiesti dell’anno sono: creatività, persuasione, collaborazione, adattabilità e time management.

Soft skills più richiesti

È dunque necessario essere creativi, capaci di trovare soluzioni innovative e futuristiche; persuasivi, perché oggi siamo in fondo tutti venditori; collaborativi ed efficaci nel lavoro di squadra; adattabili in un mondo che cambia e capaci di gestire al meglio il nostro tempo (che manca sempre!).

In questo primo articolo sui soft skill approfondiremo il tema della creatività, vera superpotenza della mente umana. Il pensiero creativo è indubbiamente l’elemento chiave che caratterizza le aziende e i manager di successo. 

Il Pensiero creativo

Di solito siamo portati a credere che la creatività sia un’attitudine ad appannaggio solo di alcuni eletti e che si sviluppi in modo “destrutturato”, il famoso “lampo di genio”. In realtà la creatività è una modalità di pensiero e può essere sperimentata da ciascuno di noi. Certo, non saremo tutti Steve Jobs o Picasso ma non è (solo) questo ciò di cui le aziende hanno bisogno.

Quello che serve è un approccio creativo nel day by day, nel problem solving, nella gestione dei processi quotidiani: guardare a ciò che facciamo ogni giorno con occhi “nuovi” e liberi da preconcetti può aiutarci a trovare soluzioni per essere più efficaci, efficienti e in qualche caso dirompenti e rivoluzionari.

L’idea che la creatività sia alla portata di tutti è abbastanza recente. Esistono oggi alcune realtà che focalizzano la propria mission sull’aiutare le persone a diventare innovatrici tutti i giorni, ovunque. La Stanford d. school, hub per l'innovazione, la collaborazione e la creatività, è un esempio di successo in questo ambito. È proprio a seguito di un suo intervento alla Stanford d. che Tara Swart, medico, neuroscienziata, leadership coach e autrice di best seller ha iniziato ad approfondire il tema della creatività.

Nel suo libro, "The Secrets of the Universe, the Science of the Brain", Tara Swart propone una interessante visione della creatività che combina i concetti di agilità cerebrale (ovvero l’agilità mentale) e la neuroplasticità (ovvero la capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura in risposta all’esperienza).

Secondo la Swart la creatività quindi non più la visione tradizionale di essere bravi nell'arte o pieni di nuove idee, ma è la capacità di modellare il nostro cervello in base agli stimoli a cui lo esponiamo, progettando il nostro futuro attraverso una scelta proattiva. Esempi di questo approccio sono dappertutto: basta pensare alle celebrità che si sono reinventate, ridisegnando le loro identità (ad esempio Arnold Schwarzenegger, George Weah o tra gli italiani Beppe Grillo) o alle icone rivoluzionarie che hanno cambiato il mondo (Abraham Lincoln, Nelson Mandela, Gandhi, Martin Luther King per citarne solo alcuni).

In questo senso la creatività è libertà. Ci permette di dirigere le potenzialità del nostro cervello verso la vita che abbiamo sognato per noi stessi. Un cervello creativo utilizza le idee in modi inaspettati, usando combinazioni contrastanti di pensieri per promuoverne di nuovi.

“Questa è la nuova (e al contempo antica) superpotenza della mente umana: reinventare, immaginare, migliorare e ripensare” scrive la Swart. Come possiamo sviluppare la nostra creatività fuori e dentro le aziende? Con quali metodi? 

Se volete scoprire tutte le tecniche di sviluppo del pensiero creativo in azienda seguiteci, ne parleremo nel prossimo articolo!

 

 

7 - Come sviluppare i soft skill: la creatività 2

13 - Soft skills adattabilità flessibilità

5 - Sostenibilità per innovazione delle pmi